PIL : eppur si muove

Recentemente l’ISTAT ha comunicato che i primi dati provvisori di stima del PIL nel secondo trimestre dell’anno mostrano una sua crescita dello 0,4% sul primo trimestre e dell’1,5% sullo stesso trimestre dell’anno precedente . Il tasso annuo è la migliore variazione messa a segno dall’economia italiana dal 2011.

In soli sei mesi inoltre sono stati raggiunti gli obiettivi di crescita indicati dal governo per l’intero 2017. In tanti hanno obbiettato che , comunque , cresciamo meno degli altri paesi europei.

Ora se questo è vero , i dati EUROSTAT ( vedi tavola e grafico ) mostrano che è così , in media, dal 1990 . Infatti ,il differenziale negativo dell’1,2% di crescita dall’aggregato di Germania-Francia e Spagna del periodo 1990-1998 ,( prima dell’Euro ) , ridottosi al meno 0,8% ( del periodo 1999-2007) si è allargato negli anni della doppia crisi dei mutui subprime e dei debiti sovrani al meno1,5% , ma , il picco del 2,6% del 2012 si è progressivamente ridotto al meno1% del 2016. Questi dati vogliono dire che :

  1. La minore crescita del paese , rispetto gli altri , è un dato di lungo periodo dovuta a sue debolezze strutturali che vendono da lontano ( imprese troppo piccole,inefficienza della pubblica amministrazione , corruzione , criminalità organizzata , analfabetismo funzionale della popolazione adulta ecc. ), che si possono ragionevolmente correggere con politiche di lunga lena.
  2. Che i dati degli ultimi anni mostrano che si è innestata una tendenza di recupero che fa ben sperare

Differenziale di variazione % del PIL dell’Italia rispetto quella dell’aggregato dei PIL di Germania-Francia-Spagna ( elaborazione su dati EUROSTAT) .