Dedicato agli indecisi che non sanno come votare al referendum Costituzionale di domenica 4 dicembre

Questa , che si propone qui , è una opinione , basata sull’analisi dei contenuti della riforma e non su pregiudizi politici o slogan elettoralistici :

Dopo 35 anni di tentativi falliti , con questa Riforma Costituzionale , si interviene sul sistema delle istituzioni del nostro paese per renderlo più efficiente , stabile , meno costoso e , attraverso nuovi istituti di democrazia dal basso, recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini che da tempo è indebolito e compromesso.

Interviene solo sulla parte organizzativa della Costituzione del 1948 ( gli articoli dal 55esimo al 139esimo ) e potrà , così , perseguire meglio l’attuazione dei suoi principi ( i primi 12 articoli ) e della sua prima parte ( articoli dal 13esimo al 54esimo ) quella sui diritti e i doveri dei cittadini . Così :

La riforma della Costituzione prevede il superamento del bicameralismo paritario .

Già nell’Assemblea Costituente molti ritenevano che la seconda camera sarebbe stata un inutile duplicato della prima, nonché «un’espediente procedurale per imbrigliare la prima Camera» . Così la riforma costituzionale istituisce un nuovo Senato con prerogative diverse rispetto quelle della Camera , di 100 componenti come organo rappresentativo delle Autonomie Locali perché i nuovi senatori saranno 74 consiglieri regionali , 21 sindaci capoluogo di Regione e non riceveranno alcuna indennità ( più cinque nominati dal Presidente della Repubblica che restano in carica 7 anni come lui ).

Non ha più il potere di dare o togliere la fiducia al governo, che sarà una prerogativa della Camera.

La funzione legislativa sarà esercitata anche dal Senato solo per le leggi costituzionali, per le minoranze linguistiche, il referendum popolare, per le leggi elettorali, per i trattati con l’Unione europea e le norme sulle Autonomie Locali . In questo modo si avrebbe un grande guadagno nei tempi di approvazione delle altre leggi , che saranno di competenza della sola Camera . Ad esempio , secondo l’ analisi della sua attività legislativa , nell’attuale Parlamento ,con la riforma , si sarebbe ottenuta una riduzione di oltre il 90 per cento dei procedimenti bicamerali con un guadagno medio ,nei tempi di approvazione delle leggi di alcuni mesi ( si vedano le statistiche dei servizi studi di Camera e Senato ) .

Il nuovo Senato eserciterà sempre funzioni di controllo perché nei confronti della Camera potrà , se richiesto da un terzo dei suoi componenti , esaminare e proporre modifiche ai suoi atti e/o disegni di legge e perché ¸nei confronti del Governo , potrà valutare le politiche pubbliche , l’attuazione delle leggi , l’attività della pubblica amministrazione ecc.

La riforma Costituzionale rafforza e riafferma le prerogative degli organi di garanzia di difesa della Costituzione contro i possibili abusi da parte delle forze di indirizzo politico di maggioranza .

Infatti le riafforza perché prevede che , per l’elezione del Presidente della Repubblica , sia richiesta dalla quarta votazione in poi e fino alla sesta , non la maggioranza assoluta , come è adesso , ma una maggioranza superiore pari ai tre quinti degli elettori e , alla settima , pari ai tre quinti dei votanti , Fosse applicata la nuova legge elettorale maggioritaria ( ma sarà cambiata ) , i 340 seggi assegnati a chi vince le elezioni alla Camera , ovviamente , sarebbero insufficienti per eleggere il Presidente dato che ne vengono richiesti 430 ( il 96% dell’assemblea di 730 componenti , Camera più Senato , media dei votanti nelle elezioni dei 12 Presidenti della storia repubblicana ) ed è improbabile se non impossibile che i 100 senatori siano tutti della maggioranza ( i nuovi senatori vengono eletti con sistema proporzionale ).

Le riafferma perché gli articoli relativi alla Magistratura non vengono toccati , salvaguardando la separazione e indipendenza dei poteri , principio base della democrazia liberale ( Montesquieu) . Così, ad esempio , non viene modificata la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura dove i componenti eletti dal potere legislativo ( da Camera e Senato riuniti in seduta comene ) rimangono in numero minoritario rispetto quelli eletti dai magistrati ( solo 8 su 24 ) .

Le riafferma perchè prevede che , per eleggere i 5 componenti della Corte Costituzionale , tre da parte della Camera e due da parte del Senato , siano richiesti nelle prime tre votazioni i due terzi delle assemblee e nelle successive i tre quinti , cioè 378 voti alla Camera e 60 al Senato . Superiori ai 340 assegnati dall’Italicum e difficilente raggiungibili al Senato dove l’elezione dei nuovi senatori si fa con legge proporzionale . ( oggi , ad esempio, il PD, che pure governa 17 regioni su 20 , non supererebbe 50 senatori.

La riforma riafforza le garanzie perché ne introduce una ulteriore , dato che , le leggi elettorali potranno essere sottoposte al giudizio preventivo di legittimita’ da parte della Consulta , che è già previsto in questa legislatura per quella approvata .

L’accusa alla legge elettorale maggioritaria (l’Italicum , che dovrebbe essere modificata in base all’accordo interno al PD ) di consentire alla maggioranza e al governo , grazie al premio , di controllare gli organi di garanzia , instaurando una dittatura a danno dell’opposizione e del paese non ha alcun fondamento.

La riforma della Costituzione rende più incisiva , sviluppa ed estende la democrazia diretta e partecipata ai cittadini

La rende più incisiva perché:

La formulazione attuale dell’articolo 71 , non stabilisce che il Parlamento debba prendere obbligatoriamente in considerazione la proposta di legge di iniziativa popolare , ora divenuto obbligatorio dall’articolo 11 della riforma .

La sviluppa perché:

Introduce , come si auspica nel nostro paese , da molti anni , il referendum propositivo, là ove prevede « Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e d’indirizzo, nonche’ di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalita’ di attuazione ».

La estende perché:

In materia di referendum abrogativo prevede che , ove la proposta sia fatta da ottocentomila elettori , il quorum sia costituito dalla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati. Ad esempio dato che alle ultime elezioni politiche i votanti sono stati il 75,6% degli elettori , il quorum del referendum di aprile sulle trivelle , in questo caso , sarebbe stato pari al 37,8% +1 in luogo del 50%+1 che rimane nel caso la richiesta sia fatta da cinquecentomila elettori.

La riforma della Costituzione rivede l’ articolo 117 del TitoloV ridisegnando , secondo una logica più razionale , la attuale ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni sopprimendo il mostro giuridico della legislazione concorrente .

Una nuova categoria giuridica , introdotta nel 2001 attraverso la riforma del titolo V, che dava a questi due organi decisionali la condivisione , nella stesura delle leggi , nelle stesse materie. Ciò ha comportato la paralisi in decisioni importanti per il paese , causata da innumerevoli conflitti di competenza tra Stato e Regioni. La risoluzione di questo contenzioso ha rappresentato , in certi anni , oltre il 40% delle pronunce della Corte Costituzionale rispetto a quando nel 2002 , poco dopo la riforma del titolo V , era il 7% per cento. Entrando nel merito , alcuni esempi.

In materia di turismo le Regioni hanno sempre rifiutato una legge quadro nazionale che prescrivesse , tra le altre , norme che regolassero , ad esempio , lo standard delle strutture ricettive , in modo che gli albergi con le medesime stelle avessero servizi e infrastrutture di accoglienza omogenei su tutto il territorio nazionale , come parrebbe ragionevole .

E ancora , nei mercati globalizzati odierni ha senso che sia una Regione italiana a fare da sola , ad esempio, una missione in Cina per promuovere i propri prodotti turistici ? O , nel commercio estero , potrebbe essere più efficace ed efficiente una politica di marketing turistico di livello nazionale che , insieme a tutte le Regioni , promuova , il marchio del made in Italy.

In materia di porti e areoporti si è sviluppata una programmazione localistica , spesso priva di riferimento con le vere esigenze del mercato e deresponsabilizzata sul piano degli effettivi ritorni degli investimenti , non adeguatamente giustificati da valutazioni tecnico-economiche oggettive . Tali inefficienze , con spreco di risorse , hanno contribuito a determinare la perdita di competitività e di quote di mercato dei nostri porti , nei confronti dei sistemi portuali del nord Europa e del sud del Mediterraneo .

Che dire , poi , dello sviluppo disordinato dei numerosi areoporti piccoli e inefficienti ( 112 scali operativi di cui 90 per traffico civile ) , una palla al piede per tanti enti locali costretti a sobbarcarsi le copiose perdite di bilancio delle loro società di gestione.

Così , con la Riforma lo Stato si riappropria della legislazione esclusiva in tema di “disposizioni generali e comuni sul turismo” nonché su altri campi , come “infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione , porti e aeroporti civili, di interesse nazionale ed internazionale, commercio estero .

Questo non è il ritorno ad un centralismo statale burocratico ma è un intervento di razionalizzazione istituzionale che , nelle materie di cui si riapproppria , lo Stato dovrà coordinare e far partecipare le Regioni alla programmazione nazionale.

Tanto più che , con il nuovo Senato , anche per compensare questa perdita di potere , viene riconosciuto peso istituzionale accresciuto e centrale alle Regioni . .

La riforma della Costituzione riduce i costi delle istituzioni e della politica :

Si risparmiano le indennità attualmente corrisposte ai 315 senatori attuali perché il nuovo Senato sarà composto da 95 parlamentari che già le ricevono in quanto consiglieri regionali o sindaci .

Gli emolumenti dei Consiglieri regionali non potranno superare l’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione

Non potranno essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali.

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica dovranno provvedere all’integrazione funzionale delle amministrazioni parlamentari, mediante servizi comuni, l’impiego coordinato di risorse umane e strumentali e ogni altra forma di collaborazione .

Secondo stime effettuate da alcuni economisti , i risparmi , a seconda dei metodi utilizzati , potrebbero raggiungere , comprendendo anche quelli indiretti , più di 500 milioni di euro.

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