La riforma Costituzionale rafforza le Garanzie

La separazione dei poteri , legislativo , esecutivo , giudiziario è uno dei principi cardine del costituzionalismo liberale e tale da connotare le stessa democrazia .

L’idea è riconducibile a Montesquieu, il quale aveva messo in evidenza la necessità che queste tre funzioni fossero affidate a organi diversi, in posizioni di reciproca indipendenza tra loro, al fine di evitare che potesse essere minacciata la libertà .

Il Presidente della Repubblica in Italia, secondo questo principio , è un organo di Garanzia , ha prerogative di controllo dell’ operato del Governo quando , in base all’articolo 74 della Costituzione , prima di promulgare una legge può , con messaggio motivato alle Camere , chiedere di rivederla con una nuova deliberazione.Tuttavia se le Camere la riapprovano , questa deve essere promulgata . Molto più incisiva è , invece, la sua “influenza” sull’organo di garanzia per eccellenza , quale la Corte Costituzionale , di cui nomina un terzo dei 15 componenti ( comma 1 art.135).

E’ per questo che la Costituzione vigente prevede , per la sua elezione nei primi tre scrutini , una maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti della assemblea ( per il suo ruolo di garanzia il Presidente dovrebbe essere un uomo super partes e tale , cioè , da ottenere il consenso anche della opposizione ) e soltanto dal quarto la maggioranza assoluta.

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Ora , la modifica prevista dalla riforma prevede , dopo il terzo scrutinio , la maggioranza dei tre quinti   , in luogo di quella assoluta dell’articolo vigente, ovvero più alta . Infatti la maggioranza assoluta della’assemblea ( Camera e Senato in seduta comune pari a 730 componenti ) è pari a 366 mentre , quella qualificata dei tre quinti , è pari a 438. Questo quorum è ampiamente superiori ai 340 seggi riconosciuti dal cosidetto ITALICUM per chi vince le elezioni e soltanto se i 100 senatori , fossero tutti favorevoli alla maggioranza con i 440 voti complessivi questa potrebbe eleggere il Presidente. Una eventualità del tutto impossibile dato che il nuovo Senato è eletto con metodo proporzionale e così garantendo il più ampio pluralismo partitico possibile .Soltanto dal settimo scrutinio , il nuovo articolo 83 prevede che sia sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti. Perché fossero decisivi i 340 seggi dell’ITALICUM dovrebbero partecipare al voto soltanto 560 dei 730 componenti l’assemblea , una assemblea decimata di 170 deputati e/o senatori . Ma stando ai risultati delle elezioni dei 12 Presidenti nella storia della Repubblica italiana , dal dopoguerra ad oggi , la media dei votanti rispetto i componenti dell’assemblea , secondo l’Archivio Storico del Quirinale ( http://presidenti.quirinale.it/ ) è stata pari al 96% , ovvero il 57,6% dei componenti dell’assemblea , una quorum decisamente superiore alla maggioranza assoluta prevista dalla Costituzione vigente . Con il che è dimostrato , numeri alla mano, che , non solo , la nuova legge elettorale non consente alla maggioranza , eletta con il premio , di “imposessarsi” della carica di Presidente della Repubblica , ma la riforma stessa rafforza le garanzie Costituzionali prevedendo un quorum più alto per la sua elezione.

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L’occupazione dipendente a Ravenna è cresciuta nel primo semestre 2016

Il Settore Formazione, Lavoro, Istruzione e Politiche Sociali della Provincia di Ravenna in collaborazione con Servizio Statistica pubblica mensilmente un report sul Mercato del lavoro locale . L’elaborazione si basa su un modello di lettura del mercato del lavoro messo a punto dal Servizio Statistico che consiste nel ricostruire la serie storica di stock dell’occupazione dipendente nelle imprese dei settori privati extragricoli attraverso l’aggiornamento mensile di quello   rilevato dai Censimenti dell’industria e servizi dell’ISTAT ( ottobre 2001) con i dati di flusso di tutti i movimenti (saldo avviamenti-cessazioni, comprese proroghe, trasformazioni) derivanti dalle comunicazioni obbligatorie ai Centri per l’impiego effettuate da parte delle imprese che hanno sede in provincia di Ravenna. Attraverso questi elaborati in un precedente report si sono verificati gli effetti , nel 2015 , sul mercato del lavoro dipendente ravennate dei provvedimenti promossi dal Governo Renzi per incentivare la crescita dell’occupazione con i forti sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato e con il ( Jobs act) in particolare in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e di costi di licenziamento.

In quel report , così , si era messo in rilievo che , seppure fino ad aprile 2015 la variazione fosse stata negativa , forte e crescente era stata , nei restanti mesi dell’anno , la crescita delle forme contrattuali permanenti , in particolare del lavoro a tempo indeterminato standard ( 1500 occupati in più come media mensile ) a sfavore del contratto a tempo determinato standard ( oltre 1200 occupati in meno ) e dei contratti in somminitrazione a tempo indeterminato ( +80 ) .Si erano , poi , fortemente ridimensionati i contratti atipici (-43,2% le assunzioni del 2015 rispetto quelle del 2014 ) e , grazie alle forme rafforzate di controllo sugli abusi , anche i contratti intermittenti ( -343 in media mensile nel secondo semestre 2015 ).

L’OCCUPAZIONE NEL PRIMO SEMESTRE 2016

Il grafico sottostante mostra , nei mesi del primo semestre 2016 , che la variazione % dell’occupazione dipendente è stata sempre positiva , più per i maschi ( +2,4% in media mensile ) , che per le femmine (+1,7%) mentre al contrario nel primo semestre 2015 era stata negativa per entrambi i sessi : -1,2% per i maschi -1,7% per le femmine.

Grafico 1

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Rispetto i macrosettori economici , in edilizia , dove la variazione della occupazione era tornata positiva nel mese di dicembre 2015 ( +0,6%) , nei primi sei mesi del 2016 è tornata progressivamente a contrarsi ( -3% in media mensile del periodo ) . Al contrario molto positivi i dati dell’industria e del terziario : +2,3% e +2,6% rispettivamente.

Grafico 2

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Più forte l’incremento nel 2016 degli occupati stranieri ( +3,2% in media mensile ) rispetto gli italiani ( +1,6%).Ma l’occupazione dei primi , che sono il 14% degli occupati totali , si era ridotta in misura doppia ( -1,6% rispetto -0,8% nei primi dieci mesi del 2015 ) rispetto quella degli italiani. Il grado di flessibilità del lavoro degli stranieri , quindi, si è dimostrato superiore .

Grafico 3

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A riprova della ripresa economica ancora debole anche a Ravenna , ci sono i dati sulla variazione degli occupati secondo l’orario di lavoro : come nel 2015 , è stata più alta per il tempo parziale ( +4% la media mensile del primo semestre 2016 ) del tempo pieno (+1%).

Grafico 4

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Anche la legge di stabilità 2016 ha previsto un incentivo contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato che è , però , di gran lunga ridotto rispetto a quello vigente nel 2015 ( che era di riduzione totale dei contributi sociali fino ad un massimo di 8060 euro annuali e per tre anni ).

  • Ora non sono più per tre anni, ma solo per due
  • l’esonero dal versamento scende al 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro
  • il limite massimo di esonero è ridotto a 3.250 euro su base annua.

Come mostra il grafico sottostante , la riduzione dell’incentivo sembre aver determinato la progressiva riduzione dell’aumento degli occupati a tempo indeterminato che, dalle oltre 4000 unità di gennaio , a giugno sono state 2200 ..

Grafico 5

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Anche il contratto di somministrazione ( o interinale o in affitto ) a tempo indeterminato, che beneficia della stessa incentivazione , pare avere registrato la stessa tendenza di quella del contratto standard descritta nel grafico precedente.

Grafico 6

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IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO

Il grafico 7 sottostante mostra l’andamento degli occupati con contratto di apprendistato nei mesi dal gennaio 2014 a giugno 2016. Il periodo negativo di contrazione dei primi mesi del 2014 è seguito da uno positivo nel resto dell’anno che poi tende ad esaurirsi nel 2015. E’ probabile che la spinta positiva sia dovuta al provvedimento promosso dal Governo Renzi ( legge 16 maggio 2014, n. 78) che ha   semplificato gli adempimenti a carico delle imprese in materia di apprendistato. Il suo esurirsi può essere dovuto all’incentivazione in vigore dal 1 gennaio 2015 del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti   che lo avrebbe fatto preferire a quello di apprendistato diventato meno conveniente. Da gennaio 2016 si verifica , invece , ( come mostra il grafico sottostante ) la ripresa degli occupati con questo contratto , probabilmente dovuta all’effetto combinato della riduzione dell’incentivo per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato insieme alla nuova serie di incentivi ( che si aggiungono ai pre esistenti ) previsti dal decreto attuativo del Jobs Act (articolo n. 32 DL 150/2015 di riordino delle politiche attive del lavoro) per i datori di lavoro che stipulino , tra il 24 settembre 2015 e il 31 dicembre 2016 , il contratto di apprendistato:

Grafico 7

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IL CONTRATTO DI COLLABORAZIONE CONTINUATIVA A PROGETTO E L’ ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE

Il decreto attuativo n. 81/2015 sul Codice dei Contratti in attuazione del Jobs Act prevede una normativa più stringente rispetto il decreto legislativo 276 del 2003 ( attuazione cosidetta legge BIAGI ) e la riforma Fornero , :

  1. Dal 1° primo gennaio 2016, tutti i contratti a progetto dovranno essere trasformati in contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti, nel caso in cui si tratti di “prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, di contenuto ripetitivo e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”. La trasformazione scatta anche se si verifica una sola di queste modalità.
  2. Nel periodo compreso fra l’entrata in vigore del decreto e il 31 dicembre 2015, i datori di lavoro privati che procedano alla assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di soggetti già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto e di persone titolari di partita IVA, godono dell’ estinzione delle violazioni previste dalle disposizioni in materia di obblighi contributivi, assicurativi e fiscali connessi alla eventuale erronea qualificazione del rapporto di lavoro pregresso.

Ancosa più stringente la modifica delle norme previgenti in materia di contratto di associazione in partecipazione.

Così il grafico 8 mostra che dall’inizio del 2015 e fino a giugno 2016 le assunzioni con queste tipologie contrattuali si sono ridotte di molte volte.

Grafico 8

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IL LAVORO INTERMITTENTE

Si riportano alcuni passi del’intervento “ Il lavoro intermittente e la riforma Fornero “ febbraio 2013 in http://www.provincia.ra.it/Argomenti/Statistica-Studi-e-Ricerche :

“ Come è noto il contratto di lavoro intermittente è stato introdotto dalla legge 30 del 2003 (cosiddetta legge Biagi ) e regolato dal decreto legislativo 276/2003. Si tratta di un contratto di lavoro subordinato con il quale il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo od intermittente, individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale

In provincia di Ravenna dal 2005 al 2011 il numero di avviamenti di questo rapporto di lavoro è stato intenso. Nel 2011 il numero di avviamenti, pari ad oltre 19.000 unità, superava di oltre 10 volte quello del 2005. Oltre i tre quarti hanno riguardato i settori di alloggio, ristorazione attività culturali, sportive, di intrattenimento.”

La riforma Fornero del mercato del lavoro ( legge 28 giugno 2012, n. 92 )  ha disciplinato – con carattere innovativo – le particolari modalità sull’uso di questa prestazione lavorativa, con l’intento di arginarne i possibili abusi.  L’articolo 1 comma 21 della legge le nuove regole : “….., a partire dal 18 luglio 2012 prescrivono alla impresa un nuovo adempimento, l obbligo di comunicare alla Direzione territoriale del lavoro i dati identificativi del lavoratore e il giorno o i giorni in cui lo stesso è occupato nell’ambito di un periodo non superiore ai 30 giorni dalla comunicazione e ciò al fine di precludere forme di impiego irregolari, forme di lavoro nero di varia intensità, schermate con il contratto di lavoro interinale (ad esempio evasione contributiva mediante minori ore di quelle effettive dichiarate all’INPS). “ A Ravenna ( come altrove ) le nuove regole sembravano avere già agito da deterrente degli abusi se è vero che , nei mesi successivi al 18 luglio, si era verificata una forte riduzione degli avviamenti di questa tipologia contrattuale e, se è vero che, al contempo, oltre la metà dei lavoratori “intermittenti” licenziati era stata riassunta presso la stessa impresa, ma con altro rapporto di lavoro (a tempo determinato e indeterminato in gran parte a tempo parziale .

La Riforma dei Contratti contenuta nel decreto applicativo del Jobs Act non ha previsto variazioni rispetto alla precedente normativa ribadendo le modalità di comunicazione alla Direzione del Lavoro dell’utilizzo della prestazione lavorativa che può essere eseguita via fax, tramite posta elettronica oppure via sms. E’ possibile che questa “insistenza” sia la causa dell’ulteriore riduzione del ricorso a questa tipologia contrattuale anche nel 2016.

 

Grafico 9

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CONCLUSIONI

Nonostante l’andamento della economia non sia esaltante , anche nei primi sei mesi del 2016 , come nel resto d’Italia ,prosegue l’incremento dell’occupazione dipendente in provincia di Ravenna.

Dal punto di vista della qualità del lavoro , è vero , però , che è in rallentamento la crescita degli occupati a tempo indeterminato e cresce molto più il tempo parziale ( quanto è quello involontario ?) rispetto il tempo pieno .