Primo e secondo trimestre 2016: gli occupati crescono ancora

La legge di stabilità ha previsto , anche per il 2016 , uno sgravio contributivo sulle nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato .

Sono cambiate misura e durata dell’incentivo rispetto il 2015 , che erano il 100% , fino ad un massimale di 8000 euro e per tre anni , mentre , ora , nell‘anno corrente , sono il 40% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel limite massimo di 3.250 euro su base annua e per due anni.

Sia per l’incentivo ridotto , sia per la decelerazione della ancorchè modesta ripresa economica (la crescita del PIL è progressivamente rallentata , dal +1,1% del quarto trimestre 2015 al +1,0% nel primo 2016 allo +0,8% nel secondo 2016 ) , ci si sarebbe potuto ragionevolmente aspettare , nell’anno corrente ,un analogo rallentamento ( o peggio ancora una caduta ) anhe dell’occupazione complessiva ed è quanto preconizzavano , da inizio d’anno media e commentatori economici.

In realtà , questo rallentamento della crescita degli occupati , la rilevazione trimestrale dell’ISTAT non lo ha registrato : Anzi , Infatti :

Come mostra la tavola sottostante la crescita nel secondo trimestre è aumentata rispetto il primo : +2,0% contro 1,1%. Anche in valori assoluti la crescita è superiore a quella del primo. Poi , nella media semestrale :

  • Il tempo parziale è aumentato in misura superiore al tempo pieno : 3,6% vs 1,1% .
  • I dipendenti più degli indipendenti : 2,2% vs -0,4%
  • I dipendenti permanenti più di quelli a termine : 2,2% vs 1,6%
  • I primi più a tempo parziale rispetto il tempo pieno : 5,9% vs 2,4%
  • I collaboratori continuano a ridursi , -11,8%
  • Crescono gli occupati della classe di età 15-34 anni , 2,8%.

OCCUPATI ( in migliaia ) PER TIPOLOGIA DI ORARIO, POSIZIONE , CARATTERE DELL’OCCUPAZIONE E CLASSE DI ETA’.

var.assoluta e % tendenziale I e II trimestre 2015-2016 , dati grezzi

( fonte rilevazione continua Forze lavoro ISTAT )

1-occupati

In realtà “l’incongruenza “ tra i dati è dovuta al confronto tra due dati disomogenei , perché il dato citato in precedenza del PIL è quello destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario , mentre quello relativo agli occupati è un dato grezzo , ( l’ISTAT pubblica i dati , così dettagliati  come quelli  della tavola precedente , solo in forma grezza ) .

I dati corretti per gli effetti di calendario sono dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalla variabilità attribuibile alla composizione del calendario nei singoli periodi (mesi o trimestri) dell’anno, dovuta al diverso numero di giorni lavorativi o di giorni specifici della settimana in essi contenuti e alla presenza di festività nazionali civili e religiose, fisse e mobili (festività pasquali), nonché dell’anno bisestile. Il ricorso a tale trasformazione dei dati consente di cogliere in maniera più adeguata sia le variazioni tendenziali (calcolate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), sia le variazioni medie annue.

I dati destagionalizzati sono dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalle fluttuazioni attribuibili alla componente stagionale (dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.) e, se significativi, dagli effetti di calendario

Esempi di dati che presentano stagionalità sono il tasso di disoccupazione, fortemente influenzato dalla natura stagionale di alcuni lavori, o l’indice della produzione industriale, la cui serie ‘grezza’ (non destagionalizzata) presenta una brusca caduta nei mesi estivi a causa della chiusura di molte fabbriche o imprese .  In effetti il secondo trimestre del 2016 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto sia al trimestre precedente, sia al secondo trimestre del 2015.La tavola sottostante ( dati di fonte ISTAT ed EUROSTAT ) mostra le differenze assolute tra i dati grezzi e quelli corretti che a volte possono essere negativi , a volte positivi come quelli del secondo trimestre 2016.

2-desta-grezzi

Così  se consideriamo i dati grezzi , cioè non destagionalizzati e non corretti per gli effetti di calendario , le variazioni del PIL , come mostra la tavola sottostante , non sono in rallentamento ; anzi , nel secondo trimestre la variazione è superiore a quella del primo ( 1,1% rispetto 0,9% ) .

Variazione % tendenziale trimestrale del PIL ( fonte ISTAT )

3-var-pil

Analogamente se consideriamo le ore lavorate le determinanti , ovviamente , del livello e della variazione della produzione , possiamo constatare un medesimo trend : il dato grezzo ( a differenza dell’altro ) mostra una variazione del secondo trimestre superiore al primo e anche al quarto del 2015.

Variazione % tendenziale trimestrale delle ore lavorate ( fonte ISTAT )

4-var-ore

Variazione % tendenziale trimestrale degli occupati ( fonte rilevazione Forze lavoro ISTAT )

5-var-occupati

In sostanza se si prendono in considerazione i dati grezzi ma reali del PIL e le ore lavorate e , insieme , la decontribuzione dei contratti permanenti si può spiegare , ragionevolmente , perché gli occupati sono continuati a crescere anche nel 2016 e in particolare nel secondo trimestre.

Per concludere :

  • l’occupazione continua a crescere anche nel 2016 e, nonostante l’incentivo alla assunzione sia stato ridimensionato , i contratti a tempo indeterminato crescono più intensamente di quelli a termine .
  • la ripresa dell’occupazione avviatasi nel terzo trimestre 2014 sta recuperando la perdita che si era avuta tra il 2008 e il 2014 causata dalla doppia crisi dei mutui subprime e dei debiti sovrani . La tavola sottostante mostra che il recupero è stato pari al 52,2% .

6-recupero

Certamente , a prescindere da dati grezzi o corretti , se la congiuntura economica , come sembra dalle anticipazioni , dovesse peggiorare , sarebbe irragionevole che questo non si riflettesse sulla occupazione.

7 ) “Italicum>riforma Costituzionale: il combinato disposto che non esiste “

Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro dell’”uomo solo al comando”. Tutte le potenze della vecchia Italia si alleano per una santa caccia spietata a questo spettro: la CGIL , l’ANPI , l’ARCI e la Lega , Brunetta e D’Alema , Bersani e Gasparri , i radicali Grillini e i parafascisti di Fratelli d’Italia.

Uomo solo al comando è la traduzione in “volgare” di “combinato disposto “ tra legge elettrorale e riforma della Costituzione. Il combinato disposto in ambito giuridico è una prescrizione-conseguenza desunta dal riferimento a due o più normative che si integrano le une con le altre .

Lo stesso concetto, riferito alla legge elettorale e la riforma costituzionale , è contenuto nel documento dell’8 settembre , dell’ultima arrivata al caravanserraglio del fronte del NO, la CGIL . Così vi possiamo leggere :

“I nuovi criteri per l’elezione degli organi di garanzia – Presidente della Repubblica, Giudici della Corte costituzionale di nomina parlamentare, componenti laici del CSM – rischiano di essere subordinati alla legge elettorale, facendo così venir meno la certezza del bilanciamento dei poteri di cui la Costituzione deve essere garante, con la possibilità di determinare un restringimento del pluralismo e della rappresentanza delle minoranze.”

La separazione dei poteri , legislativo , esecutivo , giudiziario è uno dei principi cardine del costituzionalismo liberale e tale da connotare le stessa democrazia .

L’idea è riconducibile a Montesquieu, il quale aveva messo in evidenza la necessità che queste tre funzioni fossero affidate a organi diversi, in posizioni di reciproca indipendenza tra loro, al fine di evitare che potesse essere minacciata la libertà . L’accusa non è di poco conto perché chi controllasse , ad esempio , la Corte Costituzionale , potrebbe far approvare , ad esempio , delle leggi che minino dei diritti garantiti dalla Costituzione , senza temerne la bocciatura. Oppure , per riferirci ad eventi che ben conosciamo , qualcuno ( chi?) potrebbe farsi approvare leggi ad personam . In sostanza l’accusa alla legge elettorale maggioritaria è che consentirebbe alla maggioranza e al governo , grazie al premio , di controllare gli organi di garanzia , instaurando una dittatura a danno dell’opposizione e del paese.

Ragioniamoci , facendoci aiutare dai numeri.

Non è vero che , grazie ai 340 seggi sui 630 complessivi della Camera , assegnati a chi vince le elezioni , la maggioranza potrebbe eleggere ,senza accordi con i gruppi di opposizione , il Presidente della Repubblica . Infatti in seduta comune con il nuovo Senato( 100 membri ) , previsto dalla riforma ,   dalla settima votazione sarebbero sempre richiesti i tre quinti dei votanti , ovvero 438 ( nelle votazioni precedenti la maggioranza qualificata richiesta è più alta , due terzi dell’assemblea , 487 ) , sicchè ai 340 seggi della Camera si dovrebbero aggiungere anche tutti i voti dei 100 senatori , per raggiungere il quorum richiesto ( grazie ai due voti risicati in più , 440 contro 438 ) . Ma la cosa , in realtà pare impossibile dato che , ad esempio, attualmente il PD che governa ben17 regioni su 20 , potrebbe contare solo su 51 consiglieri-senatori . Oppure si dovrebbe determinare una forte assenza di elettori , tutti dell’opposizione ( una epidemia diffusa solo tra loro ? ) , assai improbabile in un appuntamento istituzionale così importante .

Analogamente per eleggere i tre componenti della Corte Costituzione da parte della Camera , secondo l’articolo 3 della Legge Costituzionale 22 novembre 1967, n. 2 nelle prime 3 votazioni sono richiesti due terzi della assemblea , cioè 420 voti e nelle successive votazioni tre quinti cioè 378 voti, più , quindi ,dei 340 seggi garantiti dall’ ITALICUM a chi vince le elezioni. Per quanto riguarda il nuovo Senato si è già mostrato che attualmente il PD potrebbe contare sul 51% degli elettori , una maggioranza insufficiente per nominare i due giudici della Corte.

In seduta comune Camera e Senato eleggono , poi , un terzo dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura con votazione a scrutinio segreto e con la maggioranza dei tre quinti dei componenti l’assemblea per i primi due scrutini, mentre dal terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti. Anche in questo caso la maggioranza di governo non potrebbe disporre dei voti per nominare giudici “ compiacenti .“ Insomma l’Italicum non assicura nessuna autosufficienza al governo con i 340 seggi di cui può disporre ma dovrebbe sempre concordare con l’opposizione la nomina , spettante al Parlamento , dei componenti degli organi di garanzia. Ma già il Presidente emerito Giorgio Napolitano si era espresso in tal senso quando aveva dichiarato ( intervista a La Repubblica dell’11/09/2016 ) : “non ho mai creduto alla formula del “combinato disposto”, all’effetto perverso congiunto che scatterebbe tra la riforma costituzionale e l’Italicum». E poi : «Di contrappesi vecchi e anche nuovi ce ne sono di assai corposi. Non vedo alcun pericolo autoritario, cosa che riconoscono anche molti esponenti del No.”

Perché tanti , allora , insistono su questa tesi chiaramente infondata ?

Il vero motivo che li muove tutti , dalla destra ai 5 stelle , fino alla sedicente sinistra interna al Pd è l’ossesione maniacale e patologica di far cadere il Presidente del Consiglio .

L’irruzione di Matteo Renzi nella politica italiana ha sconvolto , infatti , gli assetti consolidati di potere della nostra società , facendo implodere la destra e la sinistra tradizionali , sconfitte , impotenti ed in stato confusionale.

La materia di cui si sta discutendo è molto complessa ed è più facile allora, per far presa , ricorrere a slogan , luoghi comuni , bugie da ripetere ad ogni piè sospinto e contando che qualcosa rimanga nella mente della gente .

p.s. un uomo solo al comando era Fausto Coppi

 

Recensione a “Aggiornare la Costituzione , storia e ragioni di una riforma” di Guido Crainz e Carlo Fusaro . Donzelli Editore

“La democrazia è complicata e complessa, perché spartendo e diffondendo il potere esige dialogo, confronto e mediazioni continue. Necessita di informazione e cultura. Ha bisogno di attenzione assidua, non consente distrazioni, va costruita e mantenuta ogni giorno. La democrazia non può prescindere dalla partecipazione. La democrazia è faticosa, impegnativa, difficile”., Gherardo Colombo (Democrazia 2001 Bollati Boringhieri )

Per questo , in vista del prossimo referendum sulla riforma costituzionale e del grado di complessità del tema cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi , vanno segnalati gli ottimi e ben argomentati saggi in :”Aggiornare la Costituzione , Storia e ragioni di una riforma” Donzelli editore-collana Saggine-pag.X-198 , finito di stampare il 12 luglio 2016 ,

di Guido Crainz , già docente di Storia contemporanea alla Università di Teramo e commentatore del quotidiano La Repubblica

e

Carlo Furaro , ordinario di Diritto pubblico comparato presso la Scuola “C.Alfieri” dell’Università di Firenze

Come scrive Carmine Donzelli in una nota di presentazione del saggio , inusuale da parte di un editore , “ L’intento del libro è di fornire argomenti su cui riflettere. Di aiutare a soppesare responsabilmente le ragioni, i percorsi, i compromessi; i meriti che nella riforma vi sono, e anche le contraddizioni e i difetti che pure non mancano: insomma, di costruire una guida ragionata – ancorché dichiaratamente non ostile -ai cambiamenti ipotizzati. Una guida che alla fine aiuti in ogni caso a scegliere nell’unica maniera in cui si può, in un frangente democratico così complesso per il nostro paese: secondo un principio di responsabilità.”

 

Guido Grainz nel suo “ Gli insegnamenti di una storia “ descrive lo scenario di tensioni sociali e politiche del dopoguerra , con l’inizio del confronto Stati Uniti Unione Sovietica e i suoi riflessi all’interno del nostro paese , scenarfio in cui maturò la scrittura dellla nostra Carta Costituzionale , a seguito del referendum del 2 giugno 1946 e della elezione dell’Assemblea Costituente . In quel clima teso tra i partiti che avevano rotto l’intesa della Resistenza , se , da una parte , i Costituenti si trovarono d’accordo sui principi fondamentali e sulla prima parte della nostra carta , dall’altra , sulla seconda , ovvero sull’ordinamento , prevalse il disegno di un assetto istituzionale che tanti di loro , già allora , proconizzavano problematico e , alla luce dell’esperienza di 70 anni , irrazionale : il nostro   parlamento è costituito da due organi legislativi ( Camera e Senato ) che fanno le stesse cose , un inutile doppione che contribuisce a rendere l’assetto della Repubblica inefficiente , lento , instabile e costoso . Il fatto è che allora il doppione , ( una legge deve essere approvata sia alla Camera che al Senato nell’ovvio identico testo ) nelle intenzioni della DC , doveva essere una garanzia in più , un argine , agli eventuali tentativi di “colpi di mano delle sinistre .

Nasce proprio da qui l’esigenza di aggiornare la Costituzione per rendere più efficienti gli organi decisionali nell’affrontare al meglio i drammatici problemi che nella attuale fase storica si presentano : il cambiamento climatico , l ‘esodo di milioni di individui dai teatri di guerra verso i paesi occidentali , il terrorismo jihadista che attacca l’Europa e l’Italia , la crisi economico finanziaria non ancora risolta .

Così , Carlo Fusaro nel suo saggio , Le ragioni di una riforma” prende in esame il testo approvato dal Parlamento in quattro letture e sottoposto a referendum popolare , come prevede l’articolo 138 della Costituzione, consultazione che si dovrebbe tenere ad autunno inoltrato.

Questa modifica della Costituzione , in realtà un aggiornamento perchè la natura di repubblica parlamentare rimane immutata , punta a rafforzare e semplificare il governo del Paese e interviene solo sulla Parte Seconda della Costituzione (quella che si occupa dell’ordinamento della Repubblica, cioè dell’organizzazione dei poteri pubblici); invece la Parte Prima (che contiene i Principi fondamentali e l’insieme dei diritti e dei doveri dei cittadini ) non è toccata .

In particolare la legge di revisione:

    • riforma il Parlamento con l’abolizione delle due Camere come doppioni ;
    • trasformando il Senato in un’assemblea di rappresentanza di Comuni e Regioni, costituita da 95 componenti in luogo dei 315 attuali ;
    • e affidando alla sola Camera il potere di dare la fiducia al Governo ;
    • sana l’incongruenza democratica di una seconda Camera , con i poteri della prima , ma alla cui elezione non partecipano i cittadini fra 18 e 25 anni , più di 4,8 milioni di persone ( ISTAT primo gennaio 2016);
    • rafforza il Governo in Parlamento;
    • rafforza la partecipazione dei cittadini attraverso la obbligatoria discussione in Parlamento delle leggi di iniziativa popolare e l’introduzione dei referendum propositivi;
    • cancella ogni riferimento alle Province;
    • abolisce il CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) ;
    • ridisegna i rapporti fra Stato e Regioni secondo la formula: più potere legislativo allo Stato, più influenza di Regioni e Comuni sullo Stato grazie al nuovo Senato;
    • rafforza in più punti le garanzie costituzionali prevedendo anche il controllo di costituzionalità preventivo sulle nuove leggi elettorali , compresa quella recentemente approvata ;
    • riduce i costi delle istituzioni perchè non prevede indennità ai nuovi senatori , unifica le due strutture al servizio di Camera e Senato , abolisce i rimborsi spese ai consilieri regionali le cui indennità , poi , non potranno superare quelle dei sindaci dei comuni capoluogo di regione ;

Il saggio è una utile guida perché prende in considerazione e discute anche gli argomenti di coloro che si oppongono alla riforma e presenta una tavola comparativa dove gli articoli sono presentati , comma per comma , con , nella prima colonna , a sinistra , il testo della Costituzione vigente mentre , nella seconda , il testo della riforma.

Insomma questi saggi sono dedicati a coloro che , volendo essere cittadini consapevoli, prendono le decisioni informandosi prima e non seguendo la pancia invece del cervello , luoghi comuni , pregiudizi , slogans .

In libreria prezzo di copertina 16 euro .

Su Internet Donzelli 12 euro ebook 9,99

http://www.donzelli.it/libro/9788868435271

su Internet IBS 13,60 euro ebook 9,99

http://www.ibs.it/code/9788868435271/crainz-guido/aggiornare-costituzione-storia.html

su Internet AMAZON Kindle Edition 11,20 euro

https://www.amazon.com/Aggiornare-Costituzione-ragioni-riforma-Italian-ebook/dp/B01IVMV1ZQ